Dunque dunque dunque… rieccoci al consueto appuntamento quasi settimanale con le spumeggianti avventure del nostro piccolo mondo, disegnato di getto, trabordante di idee, spesso irridenti, spesso indigeribili, a volte divertenti, altre incomprensibili. Così sono fatte le matite, valle a capire, valle a domare. Tocca sottostare.
Veniamo al quid: EMME esce di nuovo, per la quarta volta targato zero. Esce lunedì e poi se ne va in vacanza per un po’, per fare quattro conti, per tirare le classiche somme sul fatto e sul da farsi. Per fare questo numero come avremmo voluto probabilmente non sarebbero bastate 500 pagine. Ma, potenza dell’editoria, tutto è entrato in 16. Anche Coragù, stavolta con un po’ di colore e con un po’ più di leggibilità (si aggiusta il tiro…). Per leggerlo, comme toujours, o comprate l’Unità (!) o aspettate qualche dì che lo mettiamo online.
Nel frattempo, però, vi abbiamo preparato una sorpresa: il gadget più CUL dell’estate, un bel Coragù da ritagliare, montare e addobbare con il suo kit di sopravvivenza estiva: se non avete niente di meglio da fare, magari componetelo e mandate le foto delle sue apparizioni nelle più disparate mete dei vostri viaggi , sennò fa lo stesso.
Giusto per completare l’infornata di nius, vi annunciamo una collaborazione fresca fresca con Cafebabel (dove appare già una vignarella – quella in capo a questo post – partorita dalla solita coppia k+f) e vi mostriamo il nostro punto di vista su quanto accade in giro per la bella (e frustrante) isoletta nostra. Adesso, potete pure tuffarvi nel vostro boccione di crema solare.


E anche questa è fatta, il terzo numero di EMME è andato, gradito a quanto pare dalle masse, difeso a spada tratta dalle guardie svizzere guidate da Mastella incappucciato e incappucciatore. Dentro c’era umilissimamente anche il nostro ingombrante Coragù (che potete gustacchiarvi adesso anche online). Magari, con un po’ di fortuna, prima o poi lo incontrate pure per rione Monti che prende un caffé con Priebke…
Nel frattempo, nel silenzio di questi giorni, si è consumato un po’ di tutto. Prima di tutto io, lacrimogenato a dovere in occasione del No-Bush Day (qui tutti i dettagli fotografici), ma successivamente coccolato ad uopo da un inatteso cenone-summit-vertice con quella bella gente re(D)azionaria di EMME (anche di questo allego prove e controprove fornite da quei buontemponi di Biani e Rododentro).
Questo è quanto, tra qualche giorno sarà anche l’ottava giornata dell’orgoglio pedofilo (a volte è agghiacciante l’antipodicità dei punti di vista umani: manca all’appello soltanto il convegno mondiale dei serial killer e la democrazia è fatta…), il mondo va a rotoli e mi sa che noi stiamo diventando criceti a furia di girargli appresso.

Statevi freschi che i tempi si fanno afosi.
Torno ad iperventilare.
E tre! il nuovo numero di EMME è pronto, ancora caldo e croccante lo trovate in edicola lunedì mattina. Costa quanto un cappuccino ma sicuramente fa più male: come fare a rinunciarci? L’importante è non dirlo all’edicolante, lui ancora non lo sa…
Dentro ce n’è per tutti, di ogni gusto e per tutte le tasche. Noi (io ed il beneamato Ferro) abbiamo pensato a quelli come noi, gente con la scorza dura, ed abbiamo raccontato un’altra papabilissima avventura del coriaceo Coragù. Sconsigliata come sempre ai deboli di stomaco ed ai poveri di spirito: questa volta il nostro eroe si schianterà a muso duro contro certi scabrosi personaggi alt(R)olocati ed incappucciati e, suo malgrado, avrà di che dolersene…
Fate incetta, dunque, di tutte le copie che potete, che se le trova il Pastore Tedesco le brucia in piazza!